Biblioteca dell’Infanzia Parco dell’Ombrellino

Recupero mediante ristrutturazione e l’ampliamento, da realizzarsi all'interno del parco, per destinarlo a biblioteca per l’infanzia.


ABSTRACT

L’intervento riguarda il recupero dell’ antico lavatoio, sito nel Parco dell’Ombrellino, in uso fino agli anni 70 del secolo scorso, ma attualmente in stato di completo abbandono. Se ne prevede il recupero mediante ristrutturazione e l’ampliamento, da realizzarsi all’interno del parco, per destinarlo a biblioteca per l’infanzia.


FASI OPERATIVE

L’edificio, pur non essendo nel suo complesso di elevato pregio architettonico, è di un certo interesse per le due facciate in mattoni su Via Rapini e Via C. Baronio, frutto della ricostruzione postbellica e le due all’interno del parco in pietra con ricorsi in mattoni di epoca più antica.
L’ambiente interno è caratterizzato dalla presenza di una lunga vasca in peperino, con estremi semicircolari.


SCELTE PROGETTUALI

Nell’elaborazione del progetto si è scelto di conservare questi elementi, mantenendo all’esterno l’immagine storica mediante il restauro delle facciate esistenti che appaiono in buono stato, mentre è indispensabile il rifacimento del solaio di copertura ormai fatiscente.

LE NUOVE DESTINAZIONI

Dallo studio funzionale è emersa la necessità di distinguere le aree per le attività dei bambini, veri fruitori della struttura, in culturali, ludiche e ricreative, in base alle esigenze delle diverse fasce d’età.
La vasca, antico nucleo funzionale dell’edificio, nel progetto mantiene la sua centralità e diventa lo spazio dedicato ai più piccoli.


La sua struttura, congruente con la sistemazione della sala, e con questa messa in relazione mediante adeguati varchi, consente agli accompagnatori e agli operatori di avere maggior interazione visiva con l’attività dei bambini (anche utilizzando il bordo della vasca come seduta) e dà a questi ultimi la suggestiva sensazione di trovarsi all’interno di una nave. L’immagine della nave è completata dall’inserimento di una scala, che conduce ad un soppalco, che ricorda “il ponte di comando”.

Con l’ampliamento si concretizza il processo di integrazione tra il corpo esistente ed il parco, attualmente non comunicanti: sotto un’ampia copertura a tre falde, slanciata verso il parco, si sviluppano tra gli alberi la sala lettura e, in posizione marginale, il blocco servizi del parco.

Ampie vetrate favoriscono una stretta relazione visiva tra l’interno della sala e l’ambiente circostante.
Sotto la stessa copertura trovano spazio anche le attività all’aperto del laboratorio di botanica, sfruttando vasche di terra perimetrali, ricavate nel basamento, che divide la quota di calpestio di progetto dal terreno circostante.